Home » alternative, primo piano » Allarme nel settore rinnovabili: con il nuovo decreto a rischio 60mila posti di lavoro al Sud

Allarme nel settore rinnovabili: con il nuovo decreto a rischio 60mila posti di lavoro al Sud

Nella terza e conclusiva giornata di oggi di EnergyMed, la mostra convengo dedicata alle Fonti Rinnovabili e all’Efficienza Energetica nel Mediterraneo, a tenere banco è stato il convegno “Conto Energia e scambio su posto”. Durante l’incontro sono state evidenziate le potenzialità, che grazie al supporto economico governativo in favore delle fonti rinnovabili, per lo sviluppo del settore che vede attualmente impegnati oltre 120mila operatori in Italia e 60 mila nel solo centro sud. In attesa del quarto Conto Energia, sul quale il Governo non si è ancora espresso, pur chiudendo in anticipo (maggio 2011) quello in corso che doveva terminare a dicembre 2011.

 

“L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 28/2009/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, rischia di provocare una paralisi per tutto il settore – afferma Michele Macaluso, direttore dell’agenzia napoletana energia e ambiente -. Il rimando a disposizioni future per quanto riguarda la definizione di aspetti chiave del sistema rinnovabili, come ad esempio quella che dovrebbe stabilire il valore degli incentivi per il futuro, introduce pericolosi elementi di incertezza. Incombe il rischio retroattività per progetti già avviati e finanziati, con gravi danni economici per tutte le aziende che hanno investito nel settore”

A rischio, oltre al settore, sono i posti di lavoro, che nel solo Mezzogiorno contano ben 60mila unità così suddivise: nell’eolico circa 10mila addetti, nel solare fotovoltaico circa 5.700 e il comparto delle biomasse con circa 25.000 occupati. Il resto dei colletti verdi è distribuito tra il geotermico, il solare termico, il mini idrico, e le altre forme minori di produzione di energia da fonti rinnovabili. E’ proprio questa la formula vincente che lo stesso direttore dell’Anea indica:
“E’ necessario agevolare la crescita del settore delle rinnovabili, puntando in particolare su alcuni settori che hanno grandi potenzialità nel centro sud Italia quali il fotovoltaico, il raffrescamento solare (solar cooling), la geotermia, il minidraullico e l’efficienza energetica, che possono puntare a soddisfare il 50% del fabbisogno energetico del Mezzogiorno entro il 2020, se sufficientemente incentivato e con maggiori certezze sul quadro normativo. Infatti – conclude Michele Macaluso -, l’obiettivo deve essere quello di favorire un’occupazione distribuita capace di coinvolgere un numero ampio di aziende e addetti ai lavori.


Articoli correlati

  1. Pubblicato in G.U. il nuovo Decreto Rinnovabili: in vigore da oggi 29 Marzo 2011
  2. Mancaluso/Anea: Rischio paralisi di settore per il nuovo decreto legislativo
  3. GIFI esprime sconcerto per il nuovo decreto rinnovabili
  4. Allarme ambientalista sulle rinnovabili: il Governo prepara il Decreto Romani taglia-incentivi
  5. Allarme sul futuro degli incentivi alle rinnovabili in Italia
  6. Green Economy: la miniera dei posti di lavoro
  7. Rinnovabili: dal solare termodinamico fino a 50mila nuovi posti di lavoro
  8. Anev: con l’abrogazione del riacquisto dei cv, 25mila posti di lavoro e 4,5 mld di investimenti a rischio

comment closed

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes