A Santa Luce in provincia di Pisa un progetto dell’azienda agricola Fattorie Toscane scommette sull’economia verde basata su energie rinnovabili e agricoltura di qualità: il progetto prevede infatti impianti a biogas e fotovoltaico che produrrano 2,6 megawatt tra energia elettrica e termica e porterranno un taglio di circa 7000 tonnellate di CO2 l’anno. Il biogas, in prevalenza metano, sarà estratto solo utilizzando gli scarti aziendali come il letame, a differenza di altri impianti che usano cereali togliendoli quindi all’alimentazione umana. In più sarà impiegato un nuovo prototipo di essiccatore che trasformerà una parte degli scarti in concime ad alto valore biologico.
Il biogas sarà estratto da un mix di biomassa di origine zootecnica, il letame composto in massima parte da stalliere permanenti su paglia per circa il 95% del totale, e sansa di olive di provenienza aziendale. Dopo un processo di fermentazione di circa 30 – 40 giorni, grazie all’azione congiunta di vari microrganismi in appositi contenitori, si svilupperà una grande quantità di gas, in prevalenza metano, che sarà poi utilizzato in un cogeneratore per produrre energie elettrica e termica. In totale la potenza sarà pari ad un megawatt, per una produzione di circa 8000 MWh di energia elettrica l’anno ( in grado di soddisfare il consumo per più di 1200 famiglie), che verrà ceduta alla rete pubblica. In più sarà prodotto un megawatt di energia termica, acqua calda di recupero, che sarà utilizzata per l’essiccazione di quella parte di biomasse che non saranno trasformate in biogas. Si tratta del cosiddetto “digestato”, il substrato residuo del processo di fermentazione che diventerà concime biologico ricco di elementi organici e di elevato valore agronomico; caratteristiche che ne rendono indicato l’uso come fertilizzante in alternativa ai tradizionali concimi chimici.
La produzione di energia in un impianto di biogas prodotto da digestione di biomasse agricole, è un processo a bilancio zero di CO2 e quindi rientra nel pieno rispetto del Protocollo di Kyoto. La produzione e vendita di energia prodotta da un impianto a biogas da materia prima agricola costituisce poi un concreto esempio di attività economica “sostenibile”, capace di apportare notevoli benefici all’azienda agricola, al territorio e all’ambiente nel suo complesso. Insieme alla centrale di biogas sarà riqualificata tutta la stalla già esistente con il conseguente miglioramento del benessere animale. Saranno realizzate opere di mitigazione e fasce alberate per ridurre l’impatto visivo degli impianti e prevista l’installazione di una copertura sul tetto con pannelli fotovoltaici, che saranno installati dalla GreenPlant S.p.a di Modena, per una potenza nominale di 600 kW per una produzione di energia elettrica sempre immessa in rete, pari a 753 MWh annui. Il progetto nel suo complesso avrà un costo complessivo di circa 9 milioni di euro e la prima fase, quella che riguarda la produzione del biogas, sarà realizzata entro l’anno.
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