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Greenwashing: i sei errori delle aziende pseudosostenibili

Anche in Italia è allarme Greenwashing: infatti da una ricerca di Greenbean emerge che “tingere di verde” prodotti e marche è una tendenza che rischia di rovinare il mercato dei prodotti davvero sostenibili. Secondo la ricerca sono sei gli errori in cui più frequentemente incorrono le aziende.
La ricerca Greenbean sul greenwashing in Italia è stata condotta sulle campagne di comunicazione tese a posizionare un brand/prodotto come “green”, realizzate nel corso del 2008/2010. Sono stati individuati 83 brand rilevanti, tra questi, sono state selezionate le 53 marche, evidenti casi di greenwashing, che sono state l’oggetto dello studio.
Il caso più diffuso di greenwashing è quello di focalizzare l’attenzione su una sola caratteristica di un prodotto senza affrontare altri importanti aspetti correlati alle politiche aziendali. Oppure si segue la via di non fornire informazioni sulla sostenibilità del prodotto tenendo nascosti dati tecnici e quantitativi. Si utilizzano poi accurati elementi grafici e comunicativi che richiamano una sostenibilità inesistente. Vi sono poi aziende che arrivano ad autocertificarsi sostenibili senza ricorrere a certificazioni esterne. Ultimo stratagemma è quello di puntare l’attenzione dei consumatori su aspetti irrilevanti dell’azienza stessa utili a distrarre l’attenzione dal prodotto stesso.

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