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Vendola presenta il programma regionale: ambiente e lavoro

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ieri ha reso in Consiglio le dichiarazioni programmatiche per il prossimo quinquienno di legislatura: in prima fila ambiente e lavoro. Vendolo ha trattato numerosi argomenti, di seguito alcuni punti chiave delle dichiarazioni rilasciate.

Difesa del suolo
‘In materia di Difesa del Suolo, l’impegno dell’Ente regionale riguarda il delicato tema della salvaguardia del territorio attraverso la programmazione e gestione di interventi finalizzati alla mitigazione dei rischi idrici na- turali, geomorfologici, alla protezione delle coste dal degrado e dai processi erosivi.
L’obiettivo è quello di perseguire una str tegia complessiva finalizzata all’adozione di molteplici interventi sia in direzione della salvaguardia e risanamento, che di riquali- ficazione e messa in sicurezza del territorio pugliese per la quale sarebbero necessarie ingentissime risorse. Attraverso la gestione di 4 specifici Programmi deliberati lo scorso anno, si sta attuando un impiego razionale delle risorse regionali disponibili, pari a poco più di 55.000.000,00 euro, per la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica, di consolidamento, di difesa degli abitati e di riqualificazione del territorio; per interventi di mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico, nonché per soddisfare segnalazioni di pericolo che puntualmente pervengono dagli Enti locali, in particolare a seguito di eventi calamitosi, alluvionali e franosi di notevole entità come quelli accaduti nell’ultimo periodo storico’.

Acqua Pubblica
‘La Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/ CE) recepita dall’Italia con Dl.gs. n.152/2006 pone le basi per una maggiore cooperazio- ne tra i Soggetti coinvolti a vario titolo nella tutela degli ambienti acquatici ed introduce il concetto di “qualità ambientale”, stabilendo l’obbligo di raggiungere il migliore “stato ecologico” e “stato chimico” possibile o, comunque, pervenire al conseguimento di un “buono stato” delle acque superficiali e sotterranee entro 15 anni dall’entrata in vigore della direttiva stessa, ovvero entro il 2015.
L’applicazione della direttiva si esplica attraverso l’attuazione di “apposite misure”, individuate nel Piano di Tutela delle Acque approvato dal Consiglio Regionale nel mese di ottobre 2009, distinte in diverse tipologie: infrastrutturali, normative, informative e gestionali. Le Misure di tipo Infrastrutturale, consistono nell’attuazione di interventi inerenti l’intero ciclo integrato dell’acqua non solo per la componente relativa all’utilizzo della risorsa (approvvigionamento e distribuzione) ma anche per quella afferente alla restituzione della risorsa all’ambiente (scarico o riutilizzo). Con una spesa pubblica prevista di € 12.601.200,00, si prevede la realizzazione e lo sviluppo del Servizio di monitoraggio dei copri idrici; del Servizio di monitoraggio dei sistemi fognari; del Piano di spandimento delle Acque di Vegetazione; del Piano d’Azione Nitrati; del Catasto degli scarichi idrici; del Catasto delle utenze non ricomprese negli agglomerati previsti dal Piano di Tutela delle Acque (PTA); del Servizio di monitoraggio dell’attuazione del PTA e relativo aggiornamento; dei Servizi di informazione legati al PTA e all’applicazione delle direttive in ma- teria di tutela’.

Difesa delle Coste
‘Uno degli strumenti cardini per l’attuazione di una gestione integrata della costa è senz’altro il Piano Regionale delle Coste, previsto dalla Legge regionale 17/2006, e che è oramai in via di definizione e quanto prima sarà sottoposto alla approvazione del Consiglio regionale.
L’azione strategica regionale dovrà essere completata con l’attivazione dell’Osservatorio regionale delle coste, una struttura permanente per la raccolta, lo studio e il monitoraggio del sistema costiero e dati territo- riali rilevanti, con l’obiettivo di costruire una cornice unitaria, completa e aggiornata di informazioni, su cui elaborare efficacemente politiche territoriali e proposte progettuali di valorizzazione, nonché valutare gli effetti indotti e assicurare un costante flusso informativo ai vari settori interessati. Particolare attenzione, infine, dovrà essere posta nei riguardi della definizione di un piano regionale della portualità turistica con un quadro di coordinamento per la programmazione degli interventi di realizzazione, ristrutturazione e riqualificazione dei porti e degli approdi marittimi’.

Inquinamento
‘Sarà indispensabile rafforzare il ruolo di ARPA Puglia attraverso azioni anche di carattere economico a sostegno dell’attività tecnico scientifica che ARPA come braccio operativo della Regione Puglia svolge. Abbiamo in cantiere la costruzione del Centro Regionale Aria. E poi siamo decisi ad introdurre, in sin- tonia con quanto definito per la legge anti-diossina, strumenti normativi che consentano la limitazione di ulteriori sostanze nocive per l’ambiente e la salute dei cittadini. Pos- siamo lavorare per definire accordi di pro- gramma con le imprese per il miglioramento dell’efficienza dei sistemi produttivi e l’introduzione di tecnologie pulite, ma anche per favorire la delocalizzazione degli impianti in aree industriali. La Giunta Regionale si è già mossa in tal senso da un lato approvando il piano regionale di gestione dei rifiuti specia- li che prevede che tutti i nuovi impianti vengano collocati in aree industriali e dall’altro avviando le attività propedeutiche per consentire agli impianti esistenti agevolazioni per le nuove collocazioni meno impattanti delle attuali.
Consentire la piena attuazione del Piano Regionale della Qualità dell’Aria al fine di migliorare la vivibilità delle zone individuate come a maggior pressione ambientale. Dare piena attuazione alla Legge Regionale Rischio Incidenti Rilevanti con finalità strategiche di prevenzione’.

Biodiversità
‘Tra le nostre priorità, in coerenza con un impegno non episodico, vi è il completamento dell’istituzione di parchi (es. Parco del Medio Fortore già avviato) e l’ulteriore ampliamento di SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) per raggiungere gli standard della Comunità europea’.

Rinnovabili
‘Abbiamo ovviamente immaginato un limite nella crescita dei parchi energetici, perché pensiamo che vadano protetti sia il paesaggio che il suolo la cui vocazione vorremmo che permanesse nella filiera agro-alimentare: ovviamente ci tocca agire in un contesto segnato dalla prevalen- za e dalla esclusività di norme comunitarie e nazionali (ricordo che quello dell’energia è un mercato liberalizzato). E tuttavia non rinunciamo ad esprimere il nostro orientamento fortemente critico nei confronti di un processo invasivo e impattante che capovolgerebbe il segno “ecologico” della scelta per il rinnovabile: aver acquisito un primato ci aiuta a guadagnare credibilità e forza nel colloquio col sistema d’impresa, ci aiuta a rendere “bene comune” la discussione sullo stile della crescita e sulla urgenza di ritrovare una trama di connessioni tra ecologia ed economia;    ma oggi è il tempo di consentire lo sviluppo di nuove forme di produzione (si pensi, in particolare, ad idrogeno e solare termodinamico).
La Regione ribadisce il proprio no allo sviluppo di impianti di produzione di energia da fonte nucleare e lo sfruttamento degli idrocarburi al largo delle coste pugliesi che impattano in modo significativo con le atti- vità presenti (turismo e pesca). Piuttosto si dovrà procedere, il linea con quanto previsto dal PEAR, ad una sostanziale riduzione delle emissioni in atmosfera causate dalla produzione di energia da carbone. Non aggiungo su questo argomento null’altro perché non mi interessa la polemica quanto l’approfon- dimento su un tema così decisivo, per noi e per l’intera umanità, com’è il tema energetico’.

Scarica le dichiarazioni programmatiche

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